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Aroma della cannabis: un nuovo composto oltre i terpeni

19 giugno 2024

Il 19 giugno 2024 la rivista scientifica ACS Omega ha pubblicato uno studio sui composti che determinano l'aroma della cannabis. La ricerca, condotta da chimici dell'azienda californiana Abstrax con ricercatori di 710 Labs, SepSolve Analytical e del Cerritos College, descrive un nuovo composto solforato, il 3-mercaptoesil esanoato (3-MHH). Il messaggio di fondo: nei campioni analizzati le differenze di profumo dipendevano più da composti minori non terpenici che dai terpeni dominanti. Abstrax ha presentato i risultati in un comunicato il 3 settembre 2024.

In breve

  • Nuovo composto: il 3-MHH, della famiglia dei «tropicannasulfur compounds» (TCSC), dall'odore intenso, solforato e agrumato.
  • Acido ottanoico e acido decanoico, già noti nella canapa, sono indicati come possibili responsabili delle note di formaggio.
  • Nei campioni studiati TCSC e indolo sembrano variare in modo inverso.
  • Gli autori suggeriscono di affiancare alla selezione delle piante analisi chimiche dettagliate.

Che cosa hanno analizzato i ricercatori

Il gruppo ha studiato cinque fenotipi della stessa varietà, Starburst 36, forniti da 710 Labs sotto forma di «ice hash rosin», un estratto della pianta. Ogni campione è stato analizzato tre volte con la gascromatografia bidimensionale completa (GC×GC), abbinata alla spettrometria di massa e a rivelatori a ionizzazione di fiamma e a chemiluminescenza dello zolfo; un panel sensoriale di 11 persone ha descritto gli aromi. Secondo gli autori, anche fenotipi geneticamente simili possono avere aromi diversi e ben distinti.

La concentrazione del 3-MHH era fortemente correlata alla nota di mandarino indicata dal panel. L'indolo, il cui odore varia dalla naftalina al floreale a seconda della concentrazione, mancava nei due fenotipi più dolci e agrumati ed era presente negli altri tre. Secondo Abstrax, la relazione inversa tra TCSC e indolo potrebbe aiutare i selezionatori a cercare piante ricche di TCSC e povere di indolo, o il contrario.

Lo studio va letto anche alla luce di chi lo firma: Abstrax è un'azienda che distribuisce terpeni e gli autori dichiarano di aver depositato brevetti legati ai risultati. Inoltre l'analisi riguarda cinque fenotipi di una sola varietà.

Una linea di ricerca iniziata nel 2023

Il lavoro prosegue uno studio pubblicato nel 2023 sulla stessa rivista dallo stesso gruppo, che aveva analizzato 31 estratti di cannabis con gascromatografia, spettrometria di massa e rivelazione a ionizzazione di fiamma. In quell'occasione i ricercatori avevano attribuito ai composti solforati volatili, detti tioli, un peso maggiore dei terpeni nell'odore tipico della pianta, pur riconoscendo ai terpeni un ruolo. Una molecola chiave era il 3-metil-2-butene-1-tiolo, che contribuisce anche all'odore della birra esposta alla luce. Nel complesso i tioli rappresentavano meno dello 0,05% dei campioni analizzati, il che potrebbe spiegare perché fossero passati inosservati.

Lo studio del 2024 aggiunge un tassello: secondo gli autori, le analisi di routine misurano di solito solo alcuni terpeni dominanti, e un'analisi chimica limitata rischia di confondere o fuorviare chi coltiva. Abstrax chiama «chemohunting» la selezione basata sul profilo chimico completo delle piante.

Che cosa significa per chi sceglie fiori CBD in Svizzera

Per chi in Svizzera o in Ticino sceglie fiori CBD anche in base al profumo, queste ricerche offrono una spiegazione: le note agrumate o tropicali, e forse anche quelle di formaggio, dipendono da una miscela di molecole più ampia dei soli terpeni, e piante con una genetica simile possono avere aromi diversi.

Si tratta di studi di chimica analitica condotti negli Stati Uniti su estratti, non di analisi su prodotti venduti in Svizzera. Offrono però un vocabolario utile per leggere le descrizioni aromatiche e per capire perché fenotipi della stessa varietà possono profumare in modo diverso.

Domande frequenti

Che cosa sono i «flavorants»?

È il termine usato dagli autori per i composti non terpenici presenti in piccole quantità che contribuiscono in modo determinante alle differenze di aroma della cannabis.

I terpeni non contano più per l'aroma?

Contano ancora. Lo studio del 2023 riconosceva loro un ruolo, ma indicava che i composti solforati volatili pesano di più sull'odore tipico della pianta.

Che cos'è il «chemohunting»?

È il nome che Abstrax dà alla selezione delle piante in base al profilo chimico misurato, il chemotipo, invece che sulla sola valutazione soggettiva dell'aroma.

Sul ruolo dei terpeni nei fiori, MeO-LaB ha pubblicato una guida dedicata agli aromi.

Fonti

Aggiornato al 12 ottobre 2026.

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